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Consob oscura 6 siti abusivi: superati 1.769 blocchi totali

La Consob non abbassa la guardia nella lotta contro l’abusivismo finanziario online. L’Autorità di vigilanza sui mercati ha disposto il blocco di altri 6 siti internet operanti in modo illecito nel settore dei servizi finanziari, portando il contatore complessivo dei portali oscurati a 1.769 unità.

Un dato che fotografa con chiarezza la portata del fenomeno e la costante attività di presidio del regolatore italiano.

Nel dettaglio, il provvedimento ha colpito 4 siti che offrivano servizi di investimento senza le necessarie autorizzazioni previste dalla normativa vigente, affiancati da ulteriori piattaforme identificate come pericolose per i risparmiatori. L’intervento si inserisce nel quadro dell’attività sistematica di monitoraggio del web che la Consob conduce con continuità, avvalendosi dei poteri attribuiti dal decreto Crescita del 2019, che ha conferito all’Autorità la facoltà di ordinare agli internet provider l’oscuramento dei siti sospetti senza necessità di un preventivo iter giudiziario.

Il meccanismo è ormai rodata: una volta identificato un sito che opera in violazione delle norme sulla prestazione di servizi di investimento, la Consob emette un ordine di oscuramento notificato ai fornitori di connettività e ai gestori DNS operanti sul territorio italiano. Il risultato è il blocco dell’accesso al portale per gli utenti italiani, anche se la piattaforma continua tecnicamente a esistere su server esteri. Un approccio pragmatico, pensato per proteggere il risparmiatore retail prima che possa cadere vittima di truffe o di operatori non regolamentati.

Il fenomeno dell’abusivismo finanziario online rappresenta una minaccia concreta e in costante evoluzione. I siti illegali solitamente si presentano con interfacce grafiche curate, promettono rendimenti elevati e garantiti, e fanno leva su tecniche di marketing aggressivo, spesso veicolate attraverso i social media e le piattaforme pubblicitarie digitali. Le vittime tipiche sono risparmiatori poco esperti, attratti dalla prospettiva di guadagni rapidi in un contesto di tassi di interesse storicamente bassi o di volatilità dei mercati tradizionali.

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Per gli investitori e i trader, la lezione da trarre è chiara: prima di affidare i propri capitali a qualsiasi piattaforma online, è indispensabile verificare che l’intermediario sia regolarmente iscritto agli albi tenuti dalla Consob o, nel caso di operatori esteri, che sia autorizzato da un’autorità di vigilanza europea riconosciuta. Strumenti come il registro pubblico degli intermediari abilitati sul sito Consob.it rappresentano il primo e più semplice strumento di tutela a disposizione di chiunque voglia investire in sicurezza.

Il numero crescente di oscuramenti — quasi 1.800 dall’avvio dell’attività — non deve però essere letto solo come un successo repressivo. Segnala anche la proliferazione inarrestabile di operatori illegali che continuano ad affacciarsi sul mercato digitale, sfruttando la facilità con cui è possibile creare e rilanciare portali web. La sfida per il regolatore resta dunque aperta, richiedendo un aggiornamento continuo degli strumenti di vigilanza e una maggiore cooperazione a livello europeo e internazionale.

In questo scenario, la cultura finanziaria dei risparmiatori rimane l’arma più efficace. Riconoscere i segnali d’allerta — promesse di rendimenti garantiti, assenza di informazioni chiare sull’intermediario, pressioni a investire rapidamente — può fare la differenza tra una scelta consapevole e una perdita difficilmente recuperabile.

Fonte: news.teleborsa.it

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