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GreenTour 2026: il vento del cambiamento soffia sul turismo italiano

Il turismo italiano si trova di fronte a una sfida e a un’opportunità senza precedenti. Da un lato, la necessità di modernizzare un comparto fondamentale per l’economia nazionale; dall’altro, la possibilità di farlo abbracciando la sostenibilità e l’innovazione.

Per accompagnare le imprese in questa transizione, il Ministero del Turismo, con il Decreto Direttoriale n. 96263 del 18 giugno 2026 (il provvedimento attuativo del decreto ministeriale del 16 marzo 2026), ha dato vita a GreenTour: un Fondo da 109 milioni di euro per sostenere lo sviluppo di un’offerta turistica più green, digitale e competitiva.

Ma come funziona esattamente questo nuovo strumento? E chi può beneficiarne? Scopriamolo insieme.

I punti chiave del Fondo GreenTour

  • 109 milioni di euro a disposizione: 59 milioni in contributi a fondo perduto e 50 milioni in finanziamenti agevolati
  • un mix agevolativo predefinito: il 54% delle agevolazioni è un contributo a fondo perduto, il 46% un finanziamento agevolato
  • riserva del 60% per le PMI: di questa quota, almeno il 25% è destinato a piccole e micro imprese
  • investimenti da 1 a 15 milioni di euro: i programmi di investimento devono avere una taglia medio-alta
  • scadenza improrogabile: le domande si aprono il 15 luglio 2026 e chiudono il 15 settembre 2026. Ma non si tratta di un click day; le domande saranno selezionate per punteggi, privilegiando, a parità di punteggio, le domande presentate prima.

A chi si rivolge GreenTour?

Il Fondo è accessibile a tutte le imprese turistiche, di qualsiasi dimensione, che operano sul territorio nazionale. Ma non solo. La platea dei beneficiari è ampia e include:

  • le classiche strutture ricettive: alberghi, ostelli, rifugi, bed & breakfast, affittacamere
  • le strutture all’aperto: campeggi, villaggi turistici e marina resort
  • la ristorazione e i servizi per eventi: ristoranti, società di catering
  • i luoghi del benessere e del divertimento: centri termali, parchi tematici, stabilimenti balneari, discoteche
  • il mondo dei congressi e delle fiere: società operanti nel settore fieristico e congressuale
  • i proprietari di immobili: a condizione che siano costituiti in forma di impresa e che il rapporto con il gestore venga mantenuto per tutta la durata dell’investimento.
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Inoltre, anche le imprese che svolgono attività in altri settori possono accedere al Fondo, a patto che siano attive da almeno tre anni e che oltre il 50% del proprio fatturato derivi da attività turistiche. Infine, sono ammesse anche le imprese estere, purché abbiano una sede operativa in Italia e un codice fiscale o partita IVA italiana.

Cosa si può finanziare?

L’obiettivo di GreenTour è chiaro: incentivare investimenti che rendano il turismo italiano più sostenibile e digitale. Per questo, i programmi di investimento devono concentrarsi, in via prioritaria, su due macro-aree:

  1. efficientamento energetico delle strutture
  2. produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo.

Ma la lista degli interventi ammissibili è molto più ampia e include, a titolo di esempio:

  • coibentazione di edifici e sostituzione di serramenti
  • riqualificazione energetica di piscine, impianti termali e aree wellness
  • installazione di pannelli fotovoltaici, solare termico, impianti geotermici, pompe di calore e sistemi di accumulo.

Una regola fondamentale: gli interventi cosiddetti “trainanti” (quelli legati all’efficienza energetica e alle rinnovabili) devono rappresentare almeno il 51% del valore complessivo del programma di investimento. A questi si possono poi affiancare interventi “trainati” in ambito ESG (come la realizzazione di giardini verticali o l’efficientamento idrico) e di digitalizzazione (come l’installazione di sistemi per la gestione automatizzata degli edifici).

Che agevolazioni propone questo incentivo?

Le agevolazioni dipendono da diversi fattori, quali la dimensione dell’impresa, l’area geografica di ubicazione della struttura da agevolare, ma anche dalle diverse tipologie di investimento da realizzare, anche nello stesso complesso di investimenti. In ogni caso le agevolazioni possono arrivare ad un massimo del 75%, a sua volta da ripartire tra contributo a fondo perduto (54% del totale incentivi) e finanziamento agevolato a 5 anni (46% del totale incentivi). Per esempio, per un investimento agevolabile di 1 milione di euro si prevede un’agevolazione del 75%, dunque pari a 750mila euro; questo valore verrà dunque erogato per 405mila euro come contributo a fondo perduto e per 345mila euro come finanziamento agevolato.

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Come funziona l’iter di richiesta?

La procedura è interamente digitalizzata. Le domande vanno presentate esclusivamente tramite la piattaforma informatica di Invitalia, il soggetto gestore della misura. La finestra temporale per l’invio è molto stretta: dalle 12:00 del 15 luglio alle 17:00 del 15 settembre 2026.

Ogni domanda deve riferirsi a un programma di investimento unitario, con un importo compreso tra 1 milione e 15 milioni di euro. I progetti approvati dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla concessione dell’agevolazione e, in ogni caso, non oltre il 30 settembre 2028.

Conclusioni

GreenTour rappresenta una svolta per il turismo italiano. Con 109 milioni di euro, un meccanismo di agevolazione complesso ma chiaro e un focus preciso su sostenibilità e digitalizzazione, il Fondo offre alle imprese l’opportunità di rinnovarsi e di guardare al futuro con maggiore competitività.

Le tempistiche, però, sono serrate. Le imprese interessate devono prepararsi per tempo, mettendo a punto un piano di investimenti solido e raccogliendo la documentazione necessaria. La sfida è aperta: chi saprà cogliere questa occasione potrà contribuire a scrivere un nuovo capitolo del turismo italiano, più green, più digitale e più forte.

Dott. Luigi Nardullo / Dottore Commercialista | Creazionedimpresa.it

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