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Transizione green e digitale nel Mezzogiorno: dal MIMIT 12,4 milioni per la formazione delle PMI

La competitività del tessuto imprenditoriale italiano passa in maniera sempre più decisiva dal rafforzamento delle competenze strategiche legate alla doppia transizione ecologica e digitale. In quest’ottica, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha riaperto i termini della misura “Sviluppo Competenze”, stanziando una dotazione iniziale di 12,45 milioni di euro destinata al secondo sportello agevolativo.

L’iniziativa, rientrante nel Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la Transizione Verde e Digitale (PN RIC 2021-2027, Azione 1.4.1), punta a supportare il capitale umano delle micro, piccole e medie imprese (PMI) del Mezzogiorno, fornendo contributi a fondo perduto per la formazione specialistica dei dipendenti.

Chi può accedere e le regioni interessate

La misura è rivolta alle PMI regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese, con almeno un’unità locale situata in una delle regioni del Sud Italia coinvolte dal programma: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. È richiesta la presentazione di almeno un bilancio approvato e depositato (o un modello Unico per le imprese individuali e società di persone).

Le imprese possono partecipare individualmente oppure aggregandosi in progetti integrati sovraregionali, in grado di coinvolgere fino a un massimo di 10 PMI ubicate in almeno due delle regioni ammesse, per favorire sinergie di filiera e di sviluppo territoriale.

Contributi e intensità dell’aiuto: fino al 70% a fondo perduto

L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo diretto alla spesa nel rispetto del regime de minimis (Regolamento UE 2023/2831). L’intensità del sostegno varia in base alla modalità di presentazione del progetto:

  • Progetti singoli: contributo pari al 50% delle spese ammissibili.
  • Progetti integrati sovraregionali: l’intensità sale al 70% per le micro e piccole imprese e al 60% per le medie imprese.
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I costi ammissibili per ogni impresa devono essere compresi tra un minimo di 10.000 euro e un massimo di 60.000 euro. La determinazione della spesa avviene mediante il sistema dei costi unitari standard calcolati su base oraria e per partecipante, coprendo spese di docenza, personale coinvolto, materiali, consulenze e ammortamento attrezzature usate per l’attività formativa.

Ambiti tecnologici e riserva di filiera

I percorsi formativi dovranno focalizzarsi sul consolidamento di competenze ad alto valore aggiunto. Tra i settori prioritari figurano l’industria intelligente e sostenibile, l’aerospazio, la salute, l’energia, le biotecnologie, le tecnologie pulite e i processi legati all’Agenda Digitale e allo standard STEP (Strategic Technologies for Europe Platform).

Un aspetto di grande rilievo strategico per il sistema industriale riguarda la riserva finanziaria: il 40% delle risorse complessive è riservato in via prioritaria alle imprese operanti nella filiera automotive, nonché nei comparti della moda, del tessile e dell’arredamento, settori al centro di profonde riorganizzazioni strutturali.

Tempistiche e modalità di presentazione

Le domande di agevolazione potranno essere inviate unicamente online tramite la piattaforma informatica di Invitalia, a partire dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026 e fino alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026.

È importante evidenziare che l’assegnazione delle risorse non avverrà secondo la logica del click-day, bensì tramite una procedura valutativa a graduatoria. I progetti presentati verranno valutati in base a precisi criteri di merito qualitativo e impatto formativo sul personale, garantendo certezza e trasparenza agli investimenti aziendali.

Per le PMI del Sud Italia, lo sportello MIMIT rappresenta un’occasione fondamentale per elevare gli standard tecnologici e la sostenibilità aziendale, trasformando la formazione del personale in un vero e proprio fattore di crescita economica e competitività nel medio-lungo periodo.

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